Il 19 aprile 2013 Serbia e Kosovo firmano l’Accordo di Bruxelles, sotto facilitazione dell’Unione Europea.

Cosa è successo
- L’intesa punta a ridurre le tensioni, in particolare nel nord del Kosovo, e a creare un quadro di normalizzazione “pratica”.
- Collega l’avanzamento del dialogo ai percorsi europei: la normalizzazione entra nella logica di condizionalità UE.
- Parti del testo (in particolare sul coordinamento istituzionale dei comuni a maggioranza serba) restano oggetto di controversia politica.

Perché conta
- È il principale tentativo UE di trasformare un conflitto congelato in un processo negoziale con incentivi.
- La distanza tra firma e implementazione diventa un indicatore della capacità (o limite) dell’UE di gestire sicurezza regionale senza strumenti coercitivi.

Punto chiave
L’Accordo funziona come cornice: stabilizza solo se sostenuto da volontà politica e pressione diplomatica costante.